aerei militari

4 Novembre 2016

LOS ANGELES – Sospettati di contrabbando di parti di aerei da combattimento in Iran, per un valore di 3 milioni di dollari, due uomini sono stati arrestati a Los Angeles.

 

f14iran

F-14A dell’Aviazione Islamica Imperiale Iraniana IRIAF

 

f14iran2

o-rings (guarnizioni)

 

Zavik Zargarian e Vache Nayirian, sono stati arrestati dall’Home Security degli Usa, dopo un’indagine sotto copertura da parte di agenti segreti che hanno seguito i due in ogni minima mossa; sospetta anche l’azienda di Zargarian, la ZNC Engineering, dove lavorano due uomini iraniani, Hanri Terminassian e Hormoz Nowrouz, entrambi sospettati di aver già raggiunto l’Iran, riporta il Los Angeles Times.

Molti degli imputati sono inoltre accusati di aver acquistato illegalmente O-rings in gomma di fluorocarburo, parti solitamente applicate nel campo militare, come sistemi idraulici aerei e carrelli di atterraggio. I due uomini si sono dichiarati innocenti e sono stati liberati su cauzione; secondo il capo di imputazione, Terminassian ha contattato dall’Iran Zargarian, per chiedergli un aiuto riguardo alcune parti di aerei militari, incluse quelle usate nei jet da combattimento F-14.

Zargarian ha tentato di acquistare le parti da un agente sotto copertura dell’Homeland Security, che ha finto di essere un fornitore di ricambi aerei.
Un volta accordato il luogo dell’incontro, Zargarian si è recato negli Stati Uniti per incontrare Terminassian, l’agente e infine concludere l’accordo.

Il capo di imputazione, inoltre, reputa Zargarian e Nayrian colpevoli di cospirazione, insieme a Terminassian e Nowrouz, di esportazione di O-rings da un venditore della California; le parti, in seguito, sarebbero state esportate negli Emirati Arabi e nel Kuwait.

Per sviare i controlli, gli imputati avrebbero falsamente dichiarato che gli O-rings erano destinati al commercio di paesi diversi dall’Iran, ma le autorità federali hanno ottenuto delle prove che confermano la consegna degli O-rings all’ Airforce iraniana.

“Una della nostre priorità è quella di prevenire che merci sensibili come queste, cadano nelle mani di individui o nazioni che potrebbero tentare di danneggiare l’America o i suoi interessi” ha detto Joseph Macias, agente speciale incaricato dell’ Homeland Security Investigations a Los Angeles.

L’embargo degli Stati Uniti contro l’Iran vieta l’esportazione di beni, tecnologie e servizi con limitate eccezioni. Se condannato, Zargarian si troverebbe ad affrontare una pena massima di 115 anni in una prigione federale, più una multa di 4,77 milioni di dollari, mentre Nayirian dovrebbe scontare 95 anni in una prigione federale e pagare una multa di 3,77 milioni di dollari.

Fonte: www.blitzquotidiano.it/


24 Agosto 2016

Piazzavano su un mercato parallelo le parti meccaniche dei velivoli

La banda specializzata nel traffico di droga aveva trovato anche il modo di trafficare in parti elettroniche e meccaniche di aerei militari considerati “speciali”. E due container di ricambi militari sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Varese che ha chiuso le indagini sul presunto traffico di sostanze stupefacenti e di pezzi di ricambio di aerei di proprietà dell’Aeronautica militare.

aerei pezzi ricambio

L’inchiesta – in tutto gli indagati sono 14 – ha portato all’arresto in flagranza di nove persone tra cui, nel giugno 2015, un maresciallo all’epoca in servizio alla base dell’Aeronautica di Latina. Tra gli indagati ci sono altri due militari, accusati di associazione per delinquere finalizzata al peculato militare in concorso con il maresciallo arrestato.

Secondo quanto è emerso dalle indagini della Guardia di finanza, coordinate dal pm di Varese Giulia Troina, parti elettroniche e meccaniche di aeromobili militari venivano trafugate e vendute in Italia e all’estero su un “mercato parallelo” attraverso l’intermediazione del dipendente di una società del settore dell’aviazione civile, anche lui tra gli arrestati. L’operazione ha portato anche al sequestro di 3,5 chili di cocaina, 2,3 chili di marijuana, 253 grammi di hascisc e 500 pasticche di ecstasy. Droga che veniva portata in Italia dal Portogallo e poi rivenduta in Lombardia e in Svizzera.

Le Fiamme gialle avevano sequestrato due container contenenti pezzi di aerei pronti per essere ceduti in cambio di denaro. Il maresciallo dell’ Aeronautica, addetto all’ufficio dismissioni, era stato sorpreso dalla Gdf e dai carabinieri di Ciampino (Roma) mentre cedeva al dipendente dell’azienda del settore dell’aviazione civile – azienda che non è coinvolta nel traffico – una valvola idraulica e un attuatore che regola l’apertura del carrello degli aerei: pezzi di proprietà dell’amministrazione militare, provenienti dai magazzini della caserma del settantesimo Stormo di Latina. I due uomini, di 46 e 55 anni, erano stati quindi arrestati in flagranza.

Altro materiale pronto per essere rivenduto è stato trovato nel corso delle perquisizioni, nascosto negli uffici e nelle abitazioni degli altri due militari coinvolti e stoccato nei container. Le indagini sul presunto traffico di pezzi di ricambio destinati principalmente
al mercato estero sono partite da un’ inchiesta su un gruppo con base in provincia di Varese che trafficava sostanze stupefacenti. Uno dei vertici, un 40enne arrestato nel settembre 2015 in Svizzera, dove aveva costruito un bunker a ridosso della sua abitazione, era infatti in contatto con persone coinvolte nel traffico di materiale aeronautico. Nell’ ambito dell’inchiesta sono stati sequestrati anche 17mila franchi svizzeri, quattro auto e una pistola.

 

 

Fonte: milano.repubblica.it/


5 Agosto 2016

Una lettrice: «Sono esterrefatta, ho visto una scia molto luminosa che alla fine è letteralmente esplosa»

di Maurizio Troccoli

Sono passate le 19 da poco più di mezz’ora, lunedì, quando sui cieli di Perugia si avverte il primo rombo assordante. E’ quello tipico di un aereo che, pur non volando a bassissima quota, dal forte rumore sembra sfiorare il tetto delle abitazioni.

NIGHTFLYING2

La ricostruzione. Il cielo è nuvoloso e non è possibile a occhio nudo individuare l’aereo, bisogna accontentarsi di percepirlo attraverso il fragore del suo motore.

Quel suono sembra essere circolare, ovvero sembra allontanarsi per poi riavvicinarsi e scomparire.

E’ avvertito nella zona prossima all’aeroporto di Perugia e non ha il suono tipico degli aerei civili.

Senza essere esperti è facile il collegamento con gli aerei militari. Nulla di strano tuttavia se tutto finisse qui.

Ma quel fragore, dopo pochissimi minuti, uno, forse due, ritorna a farsi sentire.

Quell’aereo sembra ritornare a volare, nella stessa traiettoria precedente, con lo stesso rumore, sempre in maniera circolare, sparendo e ricomparendo.

Chissà che non fosse lo stesso di prima.

I particolari.
Non passano troppi minuti ed ecco ripetersi il rombo assordante.

Per la terza, la quarta, la quinta e poi tante altre volte ancora, fino a circa le 22, poco più, poco meno.
E’ un ripetersi continuo di quel fragore.
Chissà in quanti l’avranno avvertito, in quanti si saranno anche preoccupati di cosa stesse accadendo.
Chissà in quanti si saranno chiesti se si trattasse di un solo aereo, magari in esercitazione o più aerei, uno dietro l’altro, con lo stesso identico suono che dura un identico intervallo di tempo.

Alla mail della redazione di Umbria 24 una lettrice, Monica Rizza, scrive:

«Salve, ero in terrazza, erano circa le 22:15 e improvvisamente ho visto una scia in cielo, molto luminosa che alla fine della traiettoria è letteralmente esplosa…booom!!!
Sono ancora esterrefatta, mai visto nulla di simile, stelle cadenti si, ma questa è proprio esplosa.
Avete avuto altre segnalazioni??? Grazie».

E’ l’unica segnalazione di questa natura giunta alla nostra redazione che pur non trovando riscontro a quanto segnalato dalla lettrice ha però trovato risposte al continuo ‘rombare’ di motori di aerei.

Fonti vicine all’aviazione hanno confermato che sui cieli di Perugia, lunedì sera c’è stata una esercitazione di aerei militari.

Mauro Casciari. Il noto giornalista delle Iene, Mauro Casciari, che abita nei pressi dell’Aeroporto San Francesco d’Assisi, sul suo profilo Facebook ha scritto: «Ieri sera sono andato a correre dalle 20:50 alle 21:50 intorno a casa mia fino all’Aeroporto di Perugia Sant’Egidio e ritorno, come tante altre volte.

Nonostante la musica sentivo un aeroplano sopra la testa ma non lo vedevo.
La cosa strana era che, a differenza del solito, il rumore è continuato per tutto il tempo.
Ed era sempre forte, visto che lo sentivo con le cuffie. Non c’erano nuvole e il rumore era di una velocità non supersonica…
La cosa mi ha inquietato non poco: ormai, vivendo vicino all’Aeroporto, riesco a vedere e prevedere rotte, modelli e rumori dei pochi aerei che circolano nello scalo.
Ma ieri sera, al buio, sentivo questa cosa sopra la testa senza vedere alcunché.

Sono l’unico?»

Ecco alcune risposte…

Anche in zona Santa Maria Rossa ho sentito la stessa cosa, come se ripassasse continuamente.

Raid USA a Sirte. Credo che sia questo il motivo. Aerei militari probabilmente diretti agli Aeroporti Militari della Sicilia immagino, magari provenienti da Aviano.
NIGHTFLYING
Ho guardato le tracce dei voli su ‪flightradar24.comma qui ovviamente c’è solo il traffico civile mica quello militare.

E il traffico di aerei di linea era assolutamente normale.
Anche nella nostra zona, stavamo cenando fuori e ho notato questa cosa….

L’ho sentito. Rumore continuativo per più di un ora.
Anche io l’ho notato… ero in casa, con le finestre aperte e avevo la televisione accesa… ho alzato tanto il volume rispetto al solito (Papiano)

Lo abbiamo sentito anche noi, zona Mantignana
Oltre 10, son passati sopra casa nostra

Tranquilli non ci bombardano!! Lavoro a poche decine di metri dall’Aeroporto e tutto quello che avete sentito questa notte, a volte c è di giorno.
Molte esercitazioni vengono effettuate nei nostri cieli.
Anche noi da Pretola li abbiamo sentiti a lungo tanto è vero che ho detto a Mimmo “ma che sono tutti questi aerei stasera?”

C’era una esercitazione Mauro, credo che siano stati una decina perchè io ero a Bevagna e se ne sentivano diversi, all’inizio abbiamo pensato ai tuoni, ma poi il rumore continuo….ricordo che gran parte dell’Umbria (Foligno, Spoleto, Colfiorito) è corridoio aereo di esercitazioni a bassa quota per i caccia…

FONTE:www.umbria24.it/


30 Maggio 2016

La scorsa settimana 9 volte sono stati fatti decollare i caccia della NATO per intercettare gli aerei militari russi nel Baltico.

Secondo il ministero della Difesa dell’Estonia, i caccia hanno identificato gli aerei militari russi Il-20 e An-26 il 16 maggio mentre volavano nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Baltico in prossimità della regione di Kaliningrad.

an26

Il 17 maggio i caccia dell’Alleanza Atlantica sono decollati per scortare l’aereo militare russo Il-20 e 2 caccia Su-27.

Secondo il programma, il velivolo Il-20 era in volo dalla Russia continentale verso la regione di Kaliningrad, mentre i caccia Su-27 sono decollati per incontrare l’aereo Il-20, dopodichè hanno fatto ritorno nella regione di Kaliningrad, riporta il portale estone “Postimees.ee”.

Nei giorni successivi i caccia dell’Alleanza Atlantica per 6 volte hanno “accompagnato” gli aerei russi attraverso lo spazio aereo internazionale dalla regione di Kaliningrad verso la Russia centrale e sulla rotta di ritorno.

Fonte:it.sputniknews.com/


7 Marzo 2016

Il gruppo italiano punta al contratto da oltre 10 miliardi di dollari in consorzio con Raytheon, Cae Usa e Honeywell. La scelta nel 2017

finE’ una delle gare internazionali più importanti degli ultimi trent’anni nel settore della Difesa, quella bandita dall’Aeronautica degli Stati Uniti per il rinnovamento di tutta la flotta di aerei di addestramento; una fornitura da un minimo di 350 a un massimo di 500 velivoli (includendo 150 macchine per la Marina) del valore di svariati miliardi di dollari, probabilmente più di dieci.

Sugli aerei che verranno scelti saranno addestrati anche i piloti dell’F35. Finmeccanica, insieme a Raytheon, ha presentato oggi la propria soluzione, basata sul velivolo T-100 (derivato dall’Aermacchi M-346 di Finmeccanica). Una soluzione di ultima generazione completamente integrata che vede Raytheon, una delle più importanti aziende al mondo nel settore dell’addestramento e dei sistemi avionici, nel ruolo di prime contractor, insieme a Finmeccanica, Cae Usa e Honeywell Aerospace come principali partner.

“Il successo dei nostri futuri piloti dipende da un sistema di addestramento completo che consenta loro di utilizzare al meglio le capacità dei velivoli di prima linea di 4a e 5a generazione”, ha dichiarato Rick Yuse, presidente della divisione Space and airborne systems di Raytheon.

Circa 45.000 piloti ed equipaggi di volo hanno ‘guadagnato le ali’ con i sistemi di addestramento progettati, sviluppati e resi operativi dai componenti del team guidato da Raytheon.

La soluzione offerta alla Forza aerea degli Stati Uniti integra il velivolo T-100, una variante avanzata dell’Aermacchi M-346, con un sistema di addestramento a terra all’avanguardia. “Il T-100 offre elevate prestazioni in volo e il suo sistema di simulazione tattica immerge gli allievi piloti in uno scenario di missione estremamente realistico”, ha dichiarato Filippo Bagnato, capo della divisione Velivoli di Finmeccanica.

“L’M-346, su cui si basa il T-100, è già operativo e utilizzato per l’addestramento dei piloti che volano sui più avanzati velivoli di prima linea in tutto il mondo”.

Cae Usa progetta e sviluppa alcuni tra i più sofisticati sistemi di simulazione per velivoli di addestramento avanzato al mondo, mentre Honeywell Aerospace fornirà i due motori F124 per il T-100 attraverso la joint venture con International turbine engine company
Finmeccanica è tra le prime dieci società al mondo nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza e la principale azienda industriale italiana. Operativa da gennaio 2016 come “one company” organizzata in divisioni di business (Elicotteri; Velivoli; Aerostrutture; Sistemi Avionici e Spaziali; Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale; Sistemi di Difesa; Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni), Finmeccanica compete sui più importanti mercati internazionali facendo leva sulle proprie aree di leadership tecnologica e di prodotto.

Cae è leader globale nell’addestramento nei settori dell’aviazione civile, difesa e sicurezza e servizi sanitari. Progetta e integra le soluzioni addestrative più complete, e ogni anno forma oltre 120mila equipaggi civili e militari. I prodotti e servizi di Honeywell Aerospace si possono trovare praticamente in ogni aereo commerciale, da difesa e veicolo spaziale, e i suoi turbocompressori sono utilizzati da quasi tutti i produttori mondiali di automobili e camion.

La divisione aerospaziale sviluppa soluzioni che consentono ridotti consumi di carburante per automobili e velivoli, voli più diretti e puntuali nonché voli e traffico autostradale più sicuri, motori per aerei, sistemi elettronici per i cockpit e per la cabina, servizi di connettività wireless, logistica e molto altro.

Raytheon , infine, con ricavi nel 2015 per 23 miliardi di dollari e 61.000 dipendenti, è un leader in tecnologia e innovazione specializzato in soluzioni per la difesa, governative e di cyber-security.

La gara, bandita nel 2015, punta a sostituire parte dei T38 dell’americana Northrop, aerei che operano dal 1959, ormai a fine ciclo. L’assegnazione del contratto è prevista nel 2017 e le consegne a partire dal 2024 fino al 2030.

I concorrenti con i quali Finmeccanica e i suoi partner dovranno misurarsi sono Korea aerospace insieme a Lokeed Martin, Northrop Grumman e Boeing insieme a Saab group.

Vincere negli Stati Uniti significa assicurarsi un mercato mondiale, perchè le forze aeree di molti Paesi si adeguano ai mezzi scelti dall’Aeronautica degli Stati Uniti. Di T38, per intendersi, ne sono stati consegnati oltre mille in tutti i Continenti.

Fonte:www.ilgiornale.it/


2 Dicembre 2015

Due F/A-18 saranno disponibili nel 2020 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno.

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L’Aeronautica Militare Svizzera garantirà dal 2020 il servizio di polizia aerea 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, con due velivoli di combattimento armati. Lo ha reso noto il Dipartimento federale della difesa attraverso un comunicato odierno.
Le spese supplementari per il progetto “Servizio di polizia aerea 24” (SPA24) saranno di circa 30 milioni di Franchi Svizzeri all’anno
Per arrivare a una copertura permanente l’esercito prevede quattro fasi: la prima verrà attuata nel 2016, anno durante il quale, per 50 settimane durante i giorni feriali, gli aerei saranno pronti dalle 8 alle 18.

Tale presenza sarà poi ampliata a 365 giorni nel 2017, mentre dal 2019 i jet saranno disponibili dalle 6 alle 22 e alla fine del 2020 si garantirà la copertura completa.

Per garantire tale misura occorreranno ulteriori 100 impieghi alle forze aeree, in particolare alla base logistica dell’esercito e alla base d’aiuto alla condotta.

I due F/A-18 avranno come sede l’infrastruttura a Payerne (VD) e se la pista del locale aerodromo dovesse essere chiusa si utilizzeranno quelle di Emmen (LU) o di Meiringen (BE).

Fonte:www.rsi.ch/-ATS/ads


23 Agosto 2014

Aerei militari precipitati: tutte le stragi
di Nadia Francalacci

 “Stavo lavorando al computer nella mia casa ad Ascoli Piceno,quando ho sentito passare un aereo sopra di me. Mi sono affacciato alla finestra e pochi secondi dopo, all’incirca dalla direzione opposta, ho visto giungere un altro caccia  – ricorda un testimone – ho visto i due velivoli scontrarsi e poi l’esplosione”. “Non ho potuto vedere dove sono caduti gli aerei”

Sono le 16.30 e dal luogo dell’impatto, all’incirca fuori dalle mura di Ascoli, si alza una nube di fumo nera. “Si sentono le sirene di ambulanze e vigili del fuoco”. I testimoni raccontano di avere visto i due velivoli toccarsi in volo, uno dei due ha preso immediatamente fuoco ed entrambi sono precipitati al suolo. I due aerei sarebbero due Tornado dell’Aeronautica Militare che stavano svolgendo attività addestrativa.

Ma questo è solo l’ultimo degli incidenti aerei che vede coinvolti velivoli militari in addestramento. L’ultimo risale solamente a due mesi fa.

9 giugno 2014: in Spagna precipita un caccia Eurofighter vicino alla base militare di Siviglia
Il caccia Eurofighter è precipitato mentre si apprestava ad atterrare alla base militare di Moron de la Frontera, vicino Siviglia. L’aereo stava svolgendo un volo di addestramentoed era da poco decollato. Il pilota non riesce ad uscire dall’abitacolo e muore nello schianto al suolo.
Ma questo è il terzo incidente di un caccia del modello “Eurofighter” negli ultimi anni avvenuto in Spagna, di cui due avvenuti proprio sulla base di Moron

Nel 2010 era caduto un esemplare saudita in addestramento, sempre a Moron, ed anche in quel caso era morto il pilota.

23 novembre 2009 Un C130 dell’Aeronautica Militare precipita a Pisa. Cinque le vittime. “L’aereo è decollato alle 14.10 e subito dopo c’è stato il crash” spiega l’ufficio stampa dell’aeronautica militare. L’incidente è avvenuto in località Le Rene, vicino a Coltano. L’aereo è caduto in parte sulla linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Cecina, una tratta secondaria della linea tirrenica. I resti dell’aereo si spargeranno in un raggio di circa 150 metri.  
Il velivolo sarebbe precipitato da un’altezza che i responsabili dell’Aeronautica militare ipotizzano possa essere stata di 100-150 metri e dopo il primo decollo. Il generale Stefano Fort, comandante della 46esima Brigata Aerea ha spiegato che, a differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, l’incidente non è avvenuto durante una manovra «touch and go». Dopo essersi alzato in volo l’aereo ha virato verso sinistra poi si è inclinato sulla destra ed è precipitato. Fort che l’aereo era «ineccepibile dal punto di vista manutentivo e perfetto in tutti i suoi componenti». 

1 luglio 2008: Volo Marina Militare Italiana (AB212) a Grottaglie

20 agosto 1999: Volo Aeronautica Militare Italiana (Tornado IDS) a Porto Empedocle

27 gennaio 1994: Volo Aeronautica a Monte Molinatico

18 novembre 1993: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM7069) Tornado IDS a Garessio

14 settembre 1993: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM61953Piaggio PD-808TP Aeroporto di Venezia-Tessera

8 gennaio 1992: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM62116)  G-222TCM a Monte Iavello – Montemurlo

22 agosto 1991: Volo Aeronautica Militare Italiana a Minturno

Questi invece gli incidenti in cui i velivoli militari  hanno causato la morte di civili.

3 febbraio 1998: Strage del Cermis, un disastro aereo avvenuto a Cavalese , nel quale un aereo militare Grumman EA-6B Prowler statunitense tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, causando la morte di 20 persone

6 dicembre 1990: Strage dell’Istituto Salvemini a Casalecchio di Reno. Un aereo militare Aermacchi MB-326 cadde su un istituto tecnico causando la morte di dodici studenti e il ferimento di altre 88 persone. Il pilota ed unico membro dell’equipaggio, il tenente Bruno Viviani di 24 anni, dopo essersi reso conto che l’aereo si era reso ingovernabile, lo abbandonò lanciandosi con il seggiolino eiettabile per poi posarsi con il paracadute sulle colline di Ceretolo. Lui riportò solo alcune fratture. Nel frattempo, il velivolo ormai con nessuno a bordo, andò a schiantarsi contro la succursale dell’Istituto TecnicoSalvemini prendendo fuoco.

28 agosto 1988: l’incidente di Ramstein è l’incidente aereo che ha coinvolto le Frecce Tricolori durante un’esibizione acrobatica il 28 agosto 1988. Si stava svolgendo l’Airshow Flugtag ’88 nella base NATO di Ramstein in Germania. Morirono 67 persone e oltre 300 rimasero ferite.

3 marzo 1977: incidente del Monte Serra. E’ l’incidente aereo che ha visto coinvolto un C-130H Hercules della allora 46ª Aerobrigata (oggi 46ª Brigata Aerea) dell’Aeronautica Militare italiana, con a bordo 38 allievi dell’Accademia Navale di Livorno.  Giovedì 3 marzo 1977, alle ore 15.05, decollò dall’aeroporto di Pisa-San Giusto. Il velivolo trasportava 38 allievi della prima classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, a bordo per una attività di ambientamento al volo, un ufficiale accompagnatore e 5 membri d’equipaggio. Dopo circa 5 minuti dal decollo, alle 15.10, il grosso aereo impattò sulle pendici del Monte Serra, nel territorio di Calci, dopo aver effettuato, per motivi non accertati, una virata a sinistra che lo portava ad imboccare la vallata del Serra, rivelatasi fatale in condizioni di volo a bassa quota e scarsa visibilità, quali erano quelle del momento.

Fonte: http://news.panorama.it/


2 Dicembre 2013

Dopo i B52 americani, anche aerei militari giapponesi e sudcoreani hanno sorvolato l’arcipelago delle Senkaku, sfidando le autorità cinesi che alcuni giorni fa hanno inserito le isole contese tra le aree di identificazione per la difesa aerea.

Le Senkaku Diaoyu sono al centro di una contesa irrisolta tra Tokyo e Pechino: l’ultima mossa della Cina, intesa a rivendicare la territorialità sulla zona, ha fatto aumentare le tensioni tra i due paesi.

Un portavoce del governo nipponico ha escluso qualunque tipo di cambiamento di procedura, come richiedono invece le autorità di Pechino, che vogliono essere avvertite del passaggio di aerei commerciali e militari nello spazio aereo conteso.

Dal canto suo, la Cina deve aver valutato le reazioni suscitate tra i paesi della regione e ha deciso di ammorbidire le sue pretese: “Un’area di identificazione per la difesa aerea – ha precisato Yang Yujun, portavoce del ministro della Difesa – non è una no fly zone e non sottende a un tentativo di espansione del nostro spazio aereo. E’ semplicemente una misura che ci permetterà di garantire meglio la nostra sicurezza”.

 GUARDA VIDEO

http://it.euronews.com/2013/11/28/aerei-militari-sudcoreani-e-nipponici-sfidano-la-cina-sulle-isole-senkaku/

Alla luce dell’escalation di tensione sulle Senkaku, le esercitazioni militari che si stanno svolgendo congiuntamente tra Giappone e Stati Uniti, seppure previste con mesi di anticipo, si caricano di un messaggio dissuasivo rivolto a Pechino.

Fonte:http://it.euronews.com


29 Ottobre 2013

Si sono materializzati in cielo poco prima delle 11 preceduti dal rombo del loro arrivo. Ma stavolta, invece, del normale transito si sono fermati proprio sul cielo di Modena

Tutti con il naso all’insù per quasi venti minuti, stamattina, tra Modena e Carpi, attirati dal rombo di due aerei militari che sorvolavano i cieli della nostra provincia. Una sorta di esibizione delle Frecce Tricolori fuori programma, ma anche un po’ d’apprensione perché ovviamente nessuno poteva spiegare il perché di quella presenza. I due aerei militari si sono materializzati in cielo poco prima delle 11 preceduti dal rombo del loro arrivo. Ma stavolta, invece, del normale transito si sono fermati proprio sul cielo di Modena compiendo ripetuti giri perlustrativi per quasi venti minuti. Poi, i due aerei militari se ne sono andati lasciando tutti con il dubbio su cosa stessero facendo.

Fonte:www.trc.tv


13 Ottobre 2013

Zanoni: «Siamo di fronte ad un disastro ambientale che non può essere minimizzato»

PAESE – Il 1 agosto scorso, nel deposito del 51esimo Stormo di Istrana a Padernello di Paese, a due passi dalla discarica Tiretta, 30 mila litri di carburante per aerei militari sono fuoriusciti, riversandosi e contaminando la falda acquifera più superficiale a 27 metri di profondità. La notizia del grave sversamento è stata comunicata ai sindaci di Istrana, Quinto di Treviso e Paese solo all’inizio di questa settimana.

Lo sversamento sarebbe causato da un buco coperto da ruggine sul fondo di uno dei serbatoi di stoccaggio nel sito dell’Aeronautica a Padernello, di recente controllato e certificato due volte dai tecnici di una ditta specializzata. L’allarme è scattato con la scoperta della mancanza di carburante. Le cinque cisterne di cui fa parte il serbatoio con il foro sono state svuotate, l’area circostante sarebbe stata scavata e isolata.

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Se le cisterne fossero state a norma, secondo le leggi vigenti, avrebbero avuto la doppia camera di contenimento come accade per tutti i distributori di benzina e si sarebbe evitato un  disastro di tale portata, perché il combustibile sarebbe stato trattenuto. È ora di farla finita con le troppe deroghe ambientali di cui godono gli insediamenti militari: aeroporti come quello di Padernello andrebbero chiusi perché non hanno più motivo di esistere e rappresentano solo fonti di inquinamento dell’aria, oltre che acustico e adesso pure della falda acquifera. L’Unione europea si è prefissata importanti obiettivi per risanare le acque di tutta Europa ma se noi continuiamo così, minimizzando in modo che oserei dire scandaloso eventi gravissimi come questo, ci allontaneremo sempre più dagli standard comunitari. Da agosto, solo ora, le autorità sono state avvisate: è un fatto molto grave. I vertici dell’Aeronautica devono subito attuare tutte le vie legali possibili per chiedere all’azienda responsabile della certificazione e manutenzione il risarcimento dei danni».

Dalle analisi del terreno e dell’acqua in falda, a una profondità di circa 27 metri, è emersa la presenza di idrocarburi. Parte del carburante fuoriuscito sarebbe stata assorbita dal terreno e un’altra è finita in falda. Il combustibile incriminato, il JP8, è un idrocarburo, ovvero una sostanza leggera, che penetra nella falda che poi si sposta alla velocità di circa 3 metri al giorno verso il comune di Quinto di Treviso.

Per il momento non sono state emesse ordinanze cautelative da parte dei Comuni interessati, che hanno sottolineato che “le poche case vicine sono servite da acquedotto e in quella zona, che ricade sotto Paese, c’è già il divieto di utilizzo dell’acqua di falda per irrigare”. La situazione dell’area interessata dalla fuoriuscita, come hanno affermato i Sindaci nel vertice di mercoledì 9 ottobre, è già compromessa da cave e discariche, tra cui Tiretta e Geo Nova e le abitazioni si trovano a circa 500 metri dal deposito. Nel prossimo mese sarà elaborato il piano di caratterizzazione dell’area da presentare alla Conferenza dei Servizi.

«Trovo da irresponsabili minimizzare l’episodio, rallegrandosi del fatto che la falda è già inquinata – ha concluso Zanoni – Con trentamila litri di combustibile si possono inquinare decine e decine di milioni di litri di acqua e con il tempo l’inquinamento può raggiungere le falde più profonde dalle quali viene emunta l’acqua che arriva ai nostri rubinetti. È pericolosamente riduttivo liquidare tutto affermando che la falda acquifera è già contaminata dalla discarica Tiretta, la cui messa in sicurezza ha richiesto fino ad oggi oltre sette milioni di euro di fondi regionali, ovvero di soldi dei cittadini. Cosa dire poi del Comune di Quinto, danneggiato dall’inquinamento della Tiretta, che si è visto arrivare da Padernello via falda acquifera il bromacile che ha inquinato decine e decine di pozzi e che ora riceverà anche gli idrocarburi? Queste sostanze che hanno raggiunto la prima falda, con il tempo, anche tra dieci anni, potranno arrivare anche negli strati più profondi, mettendo a rischio anche i pozzi del Consorzio Vesta, ubicati a sud di Quinto con gravissime conseguenze.

Va subito calcolato il danno, la quantità di combustibile sversata e tracciata la direzione dell’inquinamento. Il conto da pagare a danno dell’ambiente e dei cittadini arriverà, magari tra dieci o vent’anni, ma purtroppo arriverà. Invito la Magistratura ad indagare per accertare le responsabilità penali perché deve essere rispettato il principio europeo di “chi inquina paga”. Nel caso contrario il responsabile resterà anonimo e chi pagherà, come nel caso della Tiretta, saranno i cittadini. Ora valuterò tempi e modi per denunciare l’episodio al Commissario Ue Janez Potočnik ».

Fonte:www.oggitreviso.it

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