Turismo

5 Dicembre 2009

el mese di novembre abbiamo dovuto fare il check biennale, che si è svolto in una giornata piovosa con una trasferta a Ravenna. Non è andata benissimo, all’atterraggio siamo arrivati alti, lunghi e veloci e al rientro ci siamo persi, ma alla fine siccome a casa ci siamo tornati e l’aeroplano era ancora utilizzabile, ci hanno promosso…

Avevamo così previsto a dicembre (visto il poco tempo e le effemeridi corte) di fare una gita a Firenze per mangiare una Fiorentina in centro storico.
Allo scopo avevamo fatto girare la voce per vedere di mettere insieme un piccolo gruppo di persone e andare semmai con 2 aerei.
La prima data individuata è andata buca per una meteo nebbiosa e poco invitante e ci sono voluti altri 10 giorni per avere una pausa di bel tempo. Luca, ci aveva poi suggerito un ottimo ristorante ad Arezzo e vista la maggior semplicità di approdo (no PPR) e la quasi certezza di dover decidere al volo se andare o no abbiamo alla fine optato per questa seconda meta. La giornata giusta arriva (è una di quelle con visibilità quasi illimitata), purtroppo pero’ visto lo scarso preavviso ci ritroviamo solo in 3. Luca non riesce a venire per un problema familiare, ma alla fine si parte lo stesso.


Il ritrovo è alle 10:00 al campo (la giornata è molto fredda) e decolliamo quasi subito con il sottoscritto ai comandi. Rotta diretta Modena – Firenze Peretola poi verso S. Giovanni Valdarno fino ad Arezzo. Dopo circa 1 ora siamo in sottovento ad Arezzo e poi giù’ per il finale. Ancora alti, ancora lunghi, riattaccata (eseguita da manuale), di nuovo in sottovento e poi a terra. L’aeroporto è molto grazioso sembra un po’ Modena e come a Modena (purtroppo) siamo l’unico traffico. Un taxi ci porta in centro che dista veramente pochi minuti. Io ricordo questa città ai tempi della naia (che ho fatto qui). Allora l’economia era basata solo sui militari (eravamo più’ di 10.000) e c’erano parecchi maestri orafi (parliamo di 15 anni fa). Oggi la caserma è chiusa e anche i maestri orafi non ci sono quasi più’, ma la città ha conservato la sua bellezza artistica essendo oltretutto di origini pre-etrusche. Seguiamo comunque il consiglio di Luca e ci facciamo accompagnare al ristorante dentro la città vecchia. Il pranzo è a base di Tagliata di carne davvero deliziosa ed il conto più’ che ragionevole. Girovaghiamo un po’ tra le viuzze e la parte alta della città sino all’ora del rientro.

All’aeroporto facciamo due chiacchere con i gestori del club che hanno appena ritirato un Archer II dal neo-fallito Aeroclub Venezia, a dir loro a gratis. La macchina sembra in buone condizioni ed è anche ben strumentata, sul fatto che l’abbiano avuta gratis pero’…

Due caffè al bar, e poi a bordo per il rientro. E’ Loris ai comandi, ci allineiamo, tutta manetta e via verso casa. Rotta inversa, Peretola ci fa stare un paio di miglia nord a causa di traffico strumentale nell’area, ma dopo poco raggiungiamo il traverso nord del radiofaro di Firenze ed iniziamo la discesa su Modena.
E’ stata una di quelle giornata di relax, con una tratta non impegnativa, tempo davvero bello e mangiata di gusto. Adesso dobbiamo pianificare le uscite del 2010 con qualche meta di rispetto.


22 Settembre 2009

Anche quest’anno abbiamo chiuso la stagione estiva con l’ultima gita al mare. Purtroppo siamo riusciti a prendere la decisione di partire solo all’ultimo momento e non ce l’abbiamo fatta a mettere insieme più’ equipaggi come per il raid a Lussino. La meteo in questa seconda settimana di settembre è strana le temperature calano a picco fino a 16 gradi per poi risalire ai 26-28 con perturbazioni che vanno e vengono. L’idea che abbiamo è di ritornare ad Orsera, questa volta partendo presto, prendere una barca ed andare a Rovigno via mare. Ci toccherà fare uno stop intermedio per dogana non avendo coordinato con Campogalliano, quindi battezziamo Forli’ come prima tratta.

Avendo deciso proprio all’ultimo minuto il tutto, quella mattina, ad arrivare all’aeroporto siamo proprio i primi: apro io il cancello di ingresso e la sala corsi per il briefing meteo nell’attesa che arrivino anche i ns tecnici. Alle 09:00 la squadra è al completo, tiriamo fuori l’aeroplano dall’hangar e dopo l’ispezione giornaliera è in linea di volo. Ci siamo mangiati più’ di un’ora ma è lo stesso. Alle 09:30 decolliamo alla volta di Forli’ che raggiungiamo senza problemi.

La torre ci fa contattare l’handler prima dell’atterraggio per il coordinamento del parcheggio. Dobbiamo attendere qualche minuto ma ci richiamano e possiamo ripassare con la torre per il finale. Ci posteggiano dall’altro lato dell’aeroporto ma per fortuna il bus ci preleva quasi subito.

Andiamo in dogana (veloce) e poi all’ufficio traffico per le tasse. Il tutto si svolge molto rapidamente e senza intoppi.

All’aeroporto siamo solo 3 aeroplani un A 320, un MD80 che va a Lourdes con un carico di fedeli (il sacro) e noi con il nostro trabiccolo che andiamo in Croazia (il profano). Dopo 15 minuti siamo di nuovo a bordo. Chiamiamo per lo startup ed il rullaggio ma non siamo svelti (non lo è nemmeno il controllore) che per una manciata di secondi ci infila dietro all’enorme (per noi) A320. Lo seguiamo a debita distanza e con la normale wake turbulence separation decolliamo dietro di lui. L’uscita è via Faenza, Cotignola Ravenna, in quanto Cervia è operativa e non ci consente l’attraversamento.

Giunti su Ravenna saliamo a 3.000 piedi per la tratta di attraversamento dell’Adriatico. Dopo circa 30 minuti siamo a sud del punto Labin sul confine Fir ed il controllo di Pola ci accoglie autorizzandoci al diretto su Orsera. Dopo altri 20 minuti siamo in vista di Rovigno e della pista di Orsera e ci inseriamo in finale per pista 36. La testata pista è proprio a ridosso dell’insenatura e rialzata una ventina di metri dal mare (a picco), si tratta di un vero e proprio appontaggio. Posteggiamo il ns I-MODU e via al mare.

La giornata è nuvolosa e non è delle più’ calde ma si sta bene. Il taxi ci porta al porticciolo di Orsera ma ormai per la gita in barca è tardi.

Cerchiamo un posto per fare il bagno, mi butto io, ma l’acqua è agghiacciante… Valler osserva ma non si butta. In realtà dopo il primo minuto ci si abitua ed è piacevole anche il bagno. Non c’è il sole per asciugarsi quindi ci si arrangia con il telo in modo da essere pronti per il pranzo.

Il ristorante è quello che abbiamo visitato la volta scorsa, ci facciamo portare grigliatona reale di pesce condita con calamari alla brace innaffiati da un buon litro di vino bianco (come in altre occasioni, l’acqua rimane in tavola, il vino no). Il tutto per 25 euro a testa. Ottimo.

Navigando su internet ho scoperto anche che Vrsar (Orsera in croato) è un comune a statuto bilingue (italiano e croato) quindi al di la della ns presenza in Istria prima della Guerra anche ora, nelle scuole si insegna l’italiano (se non scrivevano in italiano nel menu’ mi sa che al posto della grigliatona reale ci arrivava un pesce gatto).

Chiusa la parentesi storico-sociale, il pomeriggio lo passiamo al promontorio nord ovest che non avevamo raggiunto la volta scorsa passando dal molo. Anche questa insenatura è molto bella e ricca di posti dove fare il bagno (tutti scogli e discese a mare con scaletta). Da qui si vedono bene tutte le sue insenature molto frastagliate e le isolette che la circondano.

Nel pomeriggio le nuvole si aprono e lasciano posto al sole che inizia a scaldare maggiormente la giornata, adesso che dobbiamo ripartire sembra davvero estate.

Il taxi ci aspetta puntuale al punto convenuto e ci riporta in aeroporto. Nessuna formalità, solo messa in moto e decollo. Temo che per quest’anno sia davvero l’ultima volta al mare, ma direi che siamo soddisfatti.

Il rientro è liscio come l’olio, anche questa volta Cervia è operativa ed arriviamo a Forli’ via Cotignola – Faenza. Come all’andata tutti i controlli sono veloci e ripartiamo dopo una pausa bar per Modena.

Facendo scalo a Forli’ l’abbiamo allungata parecchio, pero’ può’ diventare un’altra meta come Lussino da fare in 4 piloti con tutti gli aeroplani del club. Vedremo la prossima stagione.


22 Maggio 2009

Ali sul Trasimeno è il titolo di una pubblicazione che mi ha regalato Giancarlo, e contiene tutta la storia dell’aeroporto militare Eleuteri, dalle origini, sino al meeting di Primavera. Meeting che per due anni ho bucato a causa impegni attirandomi gli anatemi di Giancarlo che è tra gli organizzatori. Comunque, alla fine, seppur con 2 settimane di ritardo, siamo andati al Trasimeno per trascorrere una giornata tranquilla.
Siamo partiti con tutta calma, il volo d’andata l’ho fatto io, con rotta quasi diretta, Modena, verticale di Peretola, Ovest di Arezzo e poi inizio discesa verso l’aviosuperficie. Il volo è durato in tutto poco piu’ di un’ora, la meteo della giornata è stata ottima e cosi’ anche la visibilità. Lasciando la parte Ovest di Arezzo si inizia subito a vedere il promontorio di Castiglione che si inoltra nelle acque del lago, e davanti ad esso c’è una spianata enorme dove ha sede l’ex aeroporto militare Eleuteri.

Lo spazio è impressionante e l’area davvero incantevole, pochi giorni prima i 400 aeroplani parcheggiati li’ non occupavano nemmeno 1/5 di tutta la superficie disponibile. Viene da domandarsi perchè tale parco non riesca ad essere utilizzato permanentemente come aviosuperficie ed attrezzata per accogliere velivoli di AG e ULM tutto l’anno.
Oggi questo parco è per metà adibito ad aviosuperficie e metà a parco naturale. Ci sono ancora ben visibili tutti gli impianti dell’ex apparato aereonautico militare della 2a guerra mondiale: le piazzole degli hangars, gli edifici del comando (anche se diroccati), ci sono addirittura , nella boscaglia adiacente al lago, le villete alloggio degli ufficiali di stanza al campo e l’attracco degli idrovolanti con tanto di scivolo.
la pista è ben tenuta e livellata a dovere e tutta l’area è drenata (era sede della scuola caccia) quindi anche in caso di pioggia forte è utilizzabile.

Giancarlo ci aspettava con la sua auto proprio sulla pista cosi’ non abbiamo fatto altro che parcheggiare il ns PA28 (che sembrava una capocchia di spillo in tutto quel verde) e farci portare a spasso per il paese ed i suoi pezzi di storia.
Dopo una breve passeggiata per le vie del centro, ci siamo fermati al ristorante con menù a base di pesce di lago: io non sono un vero e proprio amante del pesce di lago ma il tutto è stato da vera serie A, con la titolare che oltre a spiegarci le varie portate, ci ha raccontato la storia dell’Ibis (un uccello) che dimora presso l’aviosuperficie sotto tutela della L.I.P.U. (forse era quel grosso pennuto che quando siamo atterrati si è spostato…).
Domata la fame, siamo saliti sul castello che offre ancora affreschi e ambienti molto ben tenuti. Abbiamo girovagato in lungo ed in largo per la fortezza e poi ancora per il paese fino all’ora del rientro.
Tra una chiacchiera e l’altra abbiamo costeggiato il lago per poi farci riportare al bordo pista pronti per tornare a casa.
Non c’è che dire, in Umbria la qualità della vita è alta peccato che sia mal servita dalle vie di comunicazione (pero’ con il ns aeroplanino si fa davvero presto).

Salutiamo Giancarlo che ci ha fatto da babysitter per tutto il giorno e rimettiamo in moto per Modena. Questa volta è Valler ai comandi per il suo primo decollo con pista in erba. Motore, piede e via siamo in volo con qualche scossone in piu’ del solito (per noi piloti da asfalto…).

Il rientro avviene via rotta inversa, anche questa volta Peretola ci lascia in quota e passato il CTR inziamo la discesa su Modena.

Giornata quasi estiva, Castiglione è davvero un bel paese da visitare, la pista in erba è generalmente aperta e ben tenuta da un gruppo di appassionati, non si trova sul Bottlang ma basta accedere a www.campidivolo.it per avere i dati e chiamare il gestore per info sull’atterraggio.


15 Febbraio 2009

Le cose cambiano. E cambia anche il modo di lavorare. Qualche tempo fa non mi sarei mai sognato di andare in ferie un fine mese. Ma adesso non è piu’ come prima. Ormai siamo tutti “globali” e mentre io sono in ferie c’è un tizio, forse in India, che lavora, diciamo, per me (o noi). La parte brutta è che lo stesso tizio ti chiama alle 4 di notte perchè qualcosa non va (ho capito che era in India dal prefisso della telefonata che mi è arrivata sul mio cellulare). Beh, speriamo che a mezzanotte non si mettano a chiamare gli Americani altrimenti qua non si dorme nemmeno piu’. Per fortuna poi ci sono cose che sono e rimarranno sempre locali.

Comunque la globalizzazione mi ha regalato un venerdi’ di fine mese di ferie.

Il giovedi’ sera ero rientrato tardi dalla Sicilia (eh si’ la Sicilia è tra le cose locali…) purtroppo con la linea e non con l’Arrow, ed essendo tardi non mi sono dilungato troppo nel fare piani di volo. Dapprima ho stampato un Modena – Castiglione del Lago, poi come alternativa ho pianificato un Modena-Forli’-Pola con FilteStar per evitare cartine matite vetrografiche ecc.

La mattina seguente ci troviamo in aeroporto verso le 09:30, la giornata è buona anche se una foschia piuttosto densa riduce la visibilita’ e crea una discreta “fogna” in tutte le direzioni (peccato il giorno prima era molto limpido).

Non ci mettiamo molto a decidere la meta: si va a Pola. Trasmettiamo il piano d volo e facciamo il primo pezzo verso Forli’ per lo stop tecnico alla Dogana. Seguiamo la rotta standard e in un attimo siamo a LIPK autorizzati per un avvicinamento diretto da Ovest. A terra perdiamo un po’ di tempo perche’ l’ufficiale doganale non e’ arrivato, attendiamo un po’ e dopo un (buon) caffe’ al bar  un finanziere ci autorizza a proseguire. Risaliamo a bordo e ci allineiamo nuovamente per il decollo. In uscita da Forli’ proseguiamo per Ravenna e poi direttamente su Pola. Lasciata la costa saliamo a 3000 piedi ma è tutto un latte fluido che ci accompagna con alcune variazioni di grigio. Non rimane che incollarsi agli strumenti di assetto e rotta per stare on course. Dopo il confine Fir chiamiamo Pola che ci invita a proseguire e dopo poco ci indica il riporto di ingresso. Noi ovviamente siamo ancora nel bianco/grigio e cerchiamo di stimare la posizione con il Vor ed il DME per dirigere al punto Delta come istruiti. Il Radar ci fa scendere a 2000 piedi e ci istruisce su un nuovo riporto che confermiamo (avendolo sulla carta) sperando prima o poi di vedere qualcosa. A 3 o 4 miglia dalla costa scorgiamo finalmente la terra e riusciamo anche ad individuare il punto richiesto.  Siamo unico traffico, ci passano con la torre che ci fa riportare direttamente il finale per pista 27. Dopo circa un ora siamo a terra. L’aeroporto è vuoto ci sono 3 o 4 aeroplani di aviazione generale e noi ci parcheggiamo di fianco. Decidiamo di fermarci subito all’Aro per compilare il piano di volo per il rientro e poi il pullmino ci porta all’uscita. La Hall dell’aeroporto è vuota anch’essa ci siamo solo noi e alcune persone che stanno ristrutturando una parte interna dell’aeroporto: sembra che lo stiano preparando per la prossima stagione estiva.

Il taxi ci porta in città a Pola e decidiamo di farci lasciare lungo la Marina concordando subito il pick up per il pomeriggio.

Siamo nei pressi dell’anfiteatro di Pola (chiamato anche Arena di Pola – uno splendido Colosseo) che è per grandezza il sesto nel suo genere e il maggior monumento della romanità in Croazia.

Prima di visitarlo avendo l’abitudine di pranzare ci fermiamo in una grill house (La Grill House del Colosseo) per  consumare il ns menu’ a base di pesce, che oggi comprende grigliatona reale e vino (avendo scelto a caso il posto diciamo anche che non è andata male…).

Il tempo rimanente lo passiamo visitando questa immensa struttura Romana che venne costruita tra il 2 a.C. ed il 14 d.C., sotto l’imperatore Augusto. In seguito, l’imperatore Vespasiano, che aveva commissionato il Colosseo a Roma, lo fece ampliare (secondo la leggenda, egli voleva rendere omaggio ad una sua amante del luogo). Come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori o per spettacoli (le naumachie). Si presume che sia rimasto intatto fino al XV secolo. In seguito sarebbe stato utilizzato come cava di pietra per le costruzioni della Repubblica di Venezia. Viene utilizzato tutt’oggi, similmente all’Arena di Verona: è un ambito centro di teatro e musica e nel 1993 ha ospitato il festival di Pola e gli Histria festivals. Personaggi di fama mondiale come Sting, Julio Iglesias, Luciano Pavarotti, Anastacia, Norah Jones, Alanis Morissette si sono esibititi in questa arena. Attualmente, è in grado di ospitare cinquemila spettatori.

La città di Pola in se’ non è tra le piu’ belle della Croazia, a tratti è decadente, ma ha, oltre al Colosseo, altri resti di epoca Romana come il Tempio di Augusto Alcuni Archi e Porte disseminate tra i palazzi della città. Non avendo pero’ molto tempo a disposizione rimaniamo nei pressi del colosseo e della Marina. Il ns tour finisce alle 15:00 quando il taxi ci raccoglie e ci riporta all’aeroporto.

Paghiamo le tasse (190 Kune – circa 26 euro) e ridecolliamo alla volta di Forli’. Appena avvenuta la rotazione sorvoliamo la parte militare dell’aeroporto di Pola, sede della Base aerea 92 di Pola e il 22° stormo dell’aeronautica militare croata. Sui piazzali (vuoti) c’e’ solo un enorme elicottero che a occhio sembra un Hind di fabbricazione Russa. Ci autorizzano subito la salita a 2000 piedi e riportiamo l’isola di Brioni come punto di uscita, in direzione del confine Fir. La visibilità è la stessa del mattino, quindi anche per il ritorno lo sguardo è dentro l’abitacolo. Lasciato lo spazio aereo croato chiediamo a Padova Info di avvisare Forli’ per la ns dogana in modo da accelerare le operazioni. In vista della costa Padova ci passa con Romagna Radar e poi con la torre di Cervia per coordinare l’attraversamento del loro fondamentale nord, essendoci intensa attività militare. Liberata l’area, Forli’ ci guida per il sottovento poi per il finale. Questa volta il doganiere è presente e ci rivolge le solite domande di rito a cui rispondiamo sempre nello stesso modo: nulla teniamo! E via ancora a bordo, questa volta dopo la messa in modo ci tengono inchiodati per oltre 10 minuti e una volta raggiunto il punto attesa ci fanno anche presente che la messa in moto deve avvenire solo dopo autorizzazione del ground e che deve essere il marshall che ci guida per l’uscita dal parcheggio (mah, questa non l’ho mai sentita – in quel momento c’era un piccolo aero scuola che faceva dei touch & go, un Cirrus sul raccordo davanti a noi pronto al decollo ed un Learjet privato sul piazzale a cui hanno dato precedenza). Appena ci accorgiamo di uno spiraglio comunichiamo alla torre che siamo pronti per un “immediate departure” e finalmente ci fanno allineare (anche qui non si capisce perchè, ci fanno rimanere allineati per oltre un minuto prima del clear for take off). L’uscita dal CTR questa volta ce la fanno fare via Castrocaro, Brisighella, poi scendiamo per Imola e con le solite rotte standard arriviamo sino a Modena.

Bel giro anche se improvvisato all’ultimo momento, da evitare Forli’ per dogana, sono piu’ svegli a Rimini (vale comunque la pena di fare dogana a Modena – chiamando Campogalliano il giorno prima). Ah già a proposito di globalizzazione: alle 18:30 sono poi dovuto andare in ufficio e ci sono dovuto rimanere sino alle 20:00 perchè certe cose dall’India pare non riescano bene…


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