Turismo

4 Febbraio 2016

Poteva andare decisamente peggio ai due membri d’equipaggio di un aereo da turismo protagonisti di un rocambolesco atterraggio. Causa: il mancato funzionamento del carrello.

L’aeroplano è sceso a forte velocità sulla pista dell’aeroporto poi, al momento di toccare il suolo, ha “spanciato” piegandosi su un lato. Le immagini, riprese sia da bordo che dall’esterno del velivolo, sono di alto impatto.

Per i piloti solo un grosso spavento e nessun danno. Insomma: è andata bene.

“Ohhh sono sopravvissuto a un incidente aereo per un atterraggio senza carrello” ha postato uno dei due su Youtube.

Fonte:www.cronacaqui.it/


4 Febbraio 2016

Aveva preso quota da qualche minuto dall’aviosuperficie di Scalea ma il piccolo aereo da turismo è finito con lo schiantarsi sulle montagne ricadenti nei limitrofi comuni San Nicola Arcella e Santa Domenica.

air crash2

Al momento non si hanno notizie sulla sorte delle persone a bordo del piccolo aereo da turismo ma anche dalle foto che iniziano a circolare sui social network, il bilancio potrebbe essere tragico.
Intanto, è scattato immediatamente il sistema di soccorso con impegnati i vigili del fuoco, i sanitari del 118 ed anche i volontari del Soccorso alpino del Pollino.
Ma intanto l’ENAV smentisce la notizia di un piccolo aereo da turismo precipitato in quell’area, è stato riscontrato infatti che dall’aviostazione di Scalea non è partito alcun velivolo .

Sarebbe rientrato dunque l’allarme sullo schianto di un piccolo aereo di turismo decollato dall’aviostazione di Scalea, come avevano riferito in un primo momento le agenzie di stampa nazionali, dopo aver appreso la notizia, poi smentita, da alcune persone che avrebbero visto una colonna di fumo alzarsi dalle montagne vicine. Rimane da accertare cosa sia successo veramente, e dunque da cosa sia dipesa la colonna di fumo che si è innalzata nell’area.

L’ipotesi più plausibile, al momento, è quella di un bang supersonico provocato da un aereo militare di passaggio su quell’area, ma sono state avviate ulteriori verifiche con perlustrazioni aree e di terra.
Fonte:www.cosenzapost.it/


4 Febbraio 2016

di Francesco Ladis

Un velivolo di piccole dimensioni, ma potrebbe trattarsi di un jet militare, sarebbe stato visto precipitare su un costone di montagna nei pressi di Scalea.

air crashForze dell’ordine, 118 e vigili del fuoco sono stati impegnati, per diverse ore, nel rintracciare i possibili resti dell’aereo ma senza esito positivo. Al momento, sembra si tratti di un falso allarme
Poco fa un aereo da turismo, di piccole dimensioni, è precipitato sulle alture del cosentino, nella zona di San Nicola Arcella,Santa Domenica Talao. L’aereo era decollato da Scalea.

La notizia è stata riferita da alcuni soccorritori che si stanno dirigendo sul posto. Al momento non si hanno notizie sulla sorte delle persone a bordo del velivolo, ma si temono vittime.
L’aereo era decollato solo pochi minuti prima dell’incidente, le cui cause sono ancora da chiarire. La zona dove è avvenuto l’impatto, dalla quale si alza una colonna di fumo nero, è sorvolata anche da un elicottero del 118.

 

Fonte:www.inmeteo.net/


5 Ottobre 2015

shark_G2_(fly-fan.net)

La società slovacca Shark Aircraft, che produce aerei da turismo, ha deciso di investire in Italia, andando ad assemblare velivoli nelle Marche, presso l’aeroporto di Fano. Secondo un titolo del quotidiano Il Resto del Carlino di fine agosto, l’accordo tra l’azienda slovacca e il presidente dello scalo Gianluca Santorelli hanno firmato l’accordo intorno alla metà di agosto. Il giornale si è spinto a scrivere che l’affare è stato reso possibile anche grazie a un possibile interessamento del presidente della Repubblica Slovacca Andrej Kiska, il quale secondo fonti locali sarebbe stato in vacanza in zona in quel periodo.

L’operations manager dello scalo Matteo Rossini ha detto a Buongiorno Slovacchia che l’aereo di cui si parla è il modello SHARK Generation G2, un bimotore che sarà prodotto secondo le normative Icao e Easa, e sarà in grado di viaggiare anche in volo strumentale (IFR) in condizioni di visibilità ridotte o nulle. I lavori all’aeroporto per la preparazione degli spazi necessari per l’assemblaggio e il ricovero dei velivoli inizieranno, dice Rossini, fra poche settimane, ed è immaginabile che i primi SHARK G2 possano nascere a Fano già nel 2016. Rossini dice di non essere stupito che la Slovacchia abbia diverse aziende attive nel settore aeronautico, considerando a suo tempo la grande fama nel settore di cui godeva l’industria aerea cecoslovacca. Saranno comunque necessari investimenti nello scalo, per la realizzazione di una vera pista in cemento, un progetto che sarebbe già pronto, oltre all’adeguamento dell’impianto di illuminazione.

Grande soddisfazione per il progetto è stata espressa dal mondo istituzionale ed economico fanese, che vede l’arrivo degli slovacchi come una importante opportunità per rilanciare l’aeroporto e fare da stimolo alle imprese del territorio. In particolare quelle specializzate nella meccanica di precisione, nella motoristica e nelle dotazioni elettroniche, alcune già fornitrici dell’industria avionica, che potrebbero fornire componentistica alla società slovacca per la costruzione dei suoi velivoli.

Shark Aircraft ha la sua sede in Trencin, mentre la produzione è sita all’aeroporto di Piestany. Grazie a questa operazione avrà tra breve anche una sede in Italia.

Fonte:  www.buongiornoslovacchia.sk/



Durante l’intervista su Virus, il programma di Nicola Porro su RaiDue, Briatore ha parlato anche della Sardegna.

Per l’imprenditore, in Sardegna il turismo non è sviluppato quanto potrebbe a causa dei trasporti: “Costano troppo”. E il riferimento è sia “agli aerei che alle navi”.

Briatore dice che “In Sardegna non c’è turismo, è troppo cara. In questo momento nell’Isola tutti si devono dare da fare per risolvere il problema dei trasporti. In testa c’è il Governatore Cappellacci”.

Poi ancora sui trasporti: “C’è un problema grave, ci sono due monopoli, quello del mare e quello dell’aria. A Maiorca o Ibizia ci sono 75 compagnie diverse che si occupano di trasporti. In Sardegna sono nove. Ecco perché non riusciamo a fare il turismo”.

Briatore ha parlato anche del Billionaire, venduto di recente a una cordata di imprenditori di Singapore: “Un cameriere guadagna 2.200 euro netti più le mance, che sono sostanziose. A Montecarlo un cliente lasciò 150mila euro”.

Fonte:www.unionesarda.it



Aerei low cost e crollo yen: vola il turismo giapponese

E ora si pensa di allentare procedure per visti

Ad aprile in Giappone, in piena era ‘Abenomics’, i visitatori stranieri sono cresciuti del 18,1% su base annua, al record di 923.000 unità.  Il dato, diffuso dalla Japan National Tourism Organization,  ha beneficiato della popolarità delle compagnie low cost e frantumato il precedente massimo di 879 mila unità di luglio 2010, toccato prima del sisma/tsunami dell’11 marzo 2011, con la successiva crisi nucleare di Fukushima. “Una cifra incoraggiante, ma c’é ancora molto da fare”, ha ammesso Norifumi Ide, alla guida della Japan Tourism Agency, sul target a lungo inseguito di 10 milioni di visitatori annui.   
A tal proposito, sono in corso le procedure per allentare gli obblighi di visto per i Paesi del sudest asiatico: il lavoro, ha osservato Ide, “sarà completato per maggior parte entro l’estate”, in modo da affrontare al meglio i maggiori flussi.   
Quanto ai Paesi d’origine, i sudcoreani conquistano la fetta principale (204.200, in rialzo del 33,7%), seguiti dai taiwanesi (197.900 e +42,5%). Livelli record da Thailandia, Vietnam, Francia e Russia, mentre i flussi cinesi segnano una contrazione del 33%, a 100.200 unità, scontando le tensioni tra Tokyo e Pechino sulla sovranità delle isole Senkaku/Diaoyu, controllate dal Giappone e rivendicate dalla Cina.  

Fonte:www.travelnostop.com



Il Frignano è terra di ogni tipo di sport. Inutile fare un elenco dei campi da calcio, di tennis, delle piscine e quant’altro. Ancor più inutile fare l’elenco delle proposte (centinaia e centinaia di km), di percorsi a piedi o in mountain-bike. Informazioni di questo tipo sono facilmente reperibili, come si suol dire, a km. zero in ogni singola località che interessa. Merita invece parlare delle infrastrutture sportive e delle dotazioni specialistiche che effettuano un richiamo specifico. Sono di cinque tipi:

  • Sci
  • Parapendio
  • Parchi avventura
  • Scuola per volo in aliante o a motore
  • Maneggi

 Sci
Sestola e le Piane di Mocogno sono le due località di maggior attrazione sciistica. La stazione invernale del Monte Cimone (2165 mt slm) è ritenuta a buon diritto la stazione sciistica più rinomata dell’Appennino Tosco-Emiliano. Gli impianti sono quasi tutti nel comune di Sestola e solo in parte nel comune di Montecreto. Ci sono 50 Km di piste tutte collegate fra loro, accessibili con un unico skipass elettronico e servite da impianti moderni e veloci. Piste di vario livello di difficoltà si snodano su tre versanti della montagna con un dislivello che arriva fino a 600 m.
Monte Cantiere (altezza 1617 metri slm) è una località sciistica di minori dimensioni. Ben attrezzata in particolare per passare ore sulla neve in compagnia della famiglia. Alle Piane di Mocogno, comune di Lama Mocogno, si sono 6 impianti che servono 4 piste per lo sci alpino. Il punto di forza della località è però lo sci di fondo: alla Piana Amorotti ci sono infatti 8 anelli per oltre 45 km di piste di sci di fondo. Tutte le piste hanno una larghezza media di 10 metri, sono adatte sia a principianti che a fondisti esperti e sono utilizzabili sia in tecnica classica che in skating.

Parapendio

 Il volo in parapendio si effettua in due località.
Nel Basso Frignano il volo in parapendio si effettua a Serramazzoni, nella frazione di Monfestino, dove c’è una stupenda balconata che permette di fare un gran salto sui sottostanti colli preappenninici. La scuola che sovrintende al volo è Emilia In Volo (http://www.emiliainvolo.it), certificata dall’Aero Club Italiano. La scuola tiene tutto l’anno corsi teorici e pratici.
Nell’Alto Frignano il volto in parapendio si effettua sopra Sestola. Da Pian del Falco si va al monte Calvanella attraverso un piccolo sentiero da praticare a piedi (20 – 25 minuti), o previa autorizzazione con jeep. I due atterraggi previsti sono uno a Sestola ed uno a Fanano. La struttura di riferimento è Quotappennino (http://www.quotappennino.it/). L’altezza da cui ci si lancia è a circa 1500 mt sul livello del mare, il dislivello è di 700 (con arrivo al maneggio di Sestola) o di 1200 metri (con arrivo nel Fondovalle sotto Fanano). A Pian del Falco ci sono strutture ricettive (Alberghi, ristoranti, bar).

 Parchi avventura

I parchi avventura sono anche per grandi, ma sono ovviamente la gioia dei piccoli. Due ottimi parchi nel Frignano.
Sopra Sestola, a fianco del lago della Ninfa vi è il parco avventura forse più noto e più rinomato, l’Adventure park del Cimone (http://www.adventureparkcimone.it/). Il parco è aperto solo d’estate, ed è di norma facile trovare un parcheggio in vicinanza. Nel parco vi sono una seggiovia, una slittovia, dei percorsi tirolesi (volare appesi ad un cavo a svariati metri di altezza da terra), un parco acrobatico per grandi e piccini, tappeti elastici e molto altro ancora. Ottimi istruttori possono essere di aiuto se necessario, e comunque effettuano una sorveglianza continua.

 Alle Piane di Mocogno esiste un parco acrobatico analogo a quello del Cimone/Lago della Ninfa (http://www.pianedimocogno.it/?page_id=40). Vi sono due percorsi. Il percorso verde è di difficoltà medio-bassa: si svole a 2 metri da terra ed è composto da sei attività. Il percorso blu è invece di difficoltà medio-alta, si svolge a 6 metri da terra e conta 14 piattaforme. I piccoli debbono avere almeno 5 anni per essere ammessi. Fino a 8 anni sono seguiti direttamente da un istruttore.

 

Scuola per alianti e per volo sportivo a motore
Pavullo è dotato di una infrastruttura aeroportuale utilizzata dalla Protezione Civile, dall’elisoccorso aereo e da aerei.  ne gestisce il traffico di aviazione generale, sportiva e commerciale. Lo stesso Aero Club svolge con continuità attività didattica teorica e pratica separatamente per brevetto di volo per alianti e per attestato per volo sportivo (http://www.aeroclubpavullo.it/). Lezioni teoriche in aula, volo assistito con istruttore, poi volo autonomo per un certo numero di ore per poter conseguire il relativo brevetto. In entrambe i casi buona parte dell’attività didattica e di training è one-to-one tra istruttore e alunno. Il costo è di 2900 euro per l’attestato per il volo sportivo a motore e di poco superiore a € 1800 per il brevetto di volo per alianti.

 Maneggi

Il Frignano è un posto stupendo per l’equitazione. Le strutture dove la si può praticare sono molteplici. Abbiamo selezionato quelle maggiormente strutturate e con un ampio spettro di attività.
A Riccò di Seramazzoni (salendo da Modena si incontra Riccò qualche km prima del bivio per Serramazzoni) nel 2012 è stato aperto il Maneggio Briglia d’Oro (https://sites.google.com/site/maneggiobrigliadoro). Il maneggio ha cavalli e pony propri ed è strutturato per ospitare cavalli a pensione. Vi è un maneggio interno ed uno esterno. All’esterno spazi molto ampi per passeggiate a cavallo.
A Pavullo, in località Gaianello, sulla strada che porta a Lama Mocogno c’è il Centro Turismo Equestre e Pony Club Ranch ( http://www.v-ranch.it/ita/home.html), che svolge attività didattica d’estate ed in autunno. Accanto alle strutture per equitazione vi è anche un B&B. La struttura è gestita da Silvano, persona dedita all’equitazione da una vita. Il centro è famoso per le sue molteplici attività, anche a fondo benefico (terremotati, ecc.). Organizza anche eventi e feste purchè il tema di fondo ruoti intorno al cavallo.
In mezzo ai boschi ed ai prati in posizione elevata sopra Polinago esiste un Gruppo Attacchi val d’Aosta (www.gruppoattacchivda.it). Polinago è raggiungibile direttamente da Pavullo oppure da Lama Mocogno andando in direzione Palagano e deviando a metà strada in direzione Polinago/Frassineti. Nel maneggio si svolge un’intensa attività didattica, soprattutto con allievi giovani o giovanissimi, ma sono ammessi allievi di tutte le età. Le lezioni teoriche e pratiche coprono, oltre all’equitazione di base, il dressage, gli attacchi, il traino di carrozze. Il maneggio ha 10 box, numerosi paddock a rotazione per dare ai cavalli sempre erba verde, infiniti percorsi nei boschi.
Infine a Sestola c’è il il Centro Ippico Sestolese (www.centroippicosestolese.it). Il centro si trova alle porte di Sestola. Provenendo da Pavullo sulla statale 324 si supera Roncoscaglia, non si entra in Sestola ma si prosegue in direzione Fanano, e poco dopo si svolta a sinistra sulla via appropriatamente chiamata Via Maneggio. La struttura esiste dagli anni 70. Che portiate il vostro cavallo o utilizziate uno dei loro, Il Centro Ippico gestisce anche pacchetti vacanza con convenzioni per ristoranti, negozi, strutture sportive. Le formule dei pacchetti vanno dal week-end ad un’intera stagione. Il Centro è dotato di 17 box, ed ha anche una fattoria didattica con animali grandi e piccoli.

Fonte:www.mondodelgusto.it


20 Ottobre 2010

Siamo riusciti a mettere insieme una piccola squadra per una giornata oltremare in questa prima parte di autunno, sfruttando il fatto che l’orario non è ancora cambiato e che fino alle 19:00 o quasi ci si vede ancora. L’obiettivo è mettere i piedi sotto il tavolo con sopra qualche animale dell’adriatico passato per la griglia.

Ci orientiamo per Fiume (Rijeka). Non ho molto tempo per curare la pianificazione come vorrei, quindi riutilizzo rotte e tratte già fatte adattandole alle bene meglio e stampando un log quasi diretto con FileStar (da cui ricavo anche le carte di avvicinamento in bassa visibilità sia di Forli’ dove ci fermeremo per fare scalo sia per Rijeka).

Ci ritroviamo alle 09:00 al campo, sotto una densa foschia. Siamo i primi ad arrivare (ed io ho dimenticato le chiavi dell’aeroporto). Dopo pochi minuti arriva Giorgio. Minime si’, minime no. Questa la discussione che va avanti per 15 minuti. Prevale il si’, anche perché io ci vedo benissimo. Aeroplano fuori e rifornimento. Invio piano di volo per la seconda tratta e ultima lettura dei bollettini sia delle destinazioni che degli alternati prima di infiliarci a bordo. E’ Loris ai comandi che ci porterà a Forlì per lo scalo doganale. Decolliamo per pista 29 entrando quasi subito nel CTR di Bologna via rotte standard. La visibilità non è proprio il massimo (diciamo pure che il tempo è una fogna, ma essendo abituato a navigare nella m…… mi pare normale) ma manteniamo costantemente ground contact guadagnando il SW1 che è il cancello di ingresso ovest. Da li’ si prosegue per il S2 poi verso l’uscita del CTR via Imola. Su Faenza passiamo con Forli’, chiedendo un VFR speciale per avvicinamento e atterraggio. Ci viene concesso quasi subito e siamo istruiti per un lungo finale sulla 14.

Da Faenza impostiamo l’ILS e lo seguiamo per la discesa anche perché è l’unico modo per intercettare la pista. Chiamiamo l’outer marker appena riceviamo i 3 toni continui continuando la discesa. Vediamo le luci della pista in corto finale ma in perfetto allineamento.

Il marshall ci accompagna al ns parcheggio dove chiudiamo comunicazioni e VFR speciale. Perdiamo qualche minuto per le operazioni doganali ma ce la prendiamo comoda anche per il caffè di metà mattina.

Dopo 20 minuti siamo di nuovo a bordo. Le operazioni VFR sono ancora sospese per scarsa visibilità e la torre ci comunica un attesa di circa 15 minuti per il VFR speciale. Gestiscono massimo 2 aeroplani dentro il CTR. Rimaniamo in ascolto con la ns radio portatile e avviamo motore poco prima della chiamata. Altra piccola attesa per la rimozione di due uccelli morti in pista. Alla fine il decollo avviene sempre per pista 14 destra dopo via Castrocaro e quindi Faenza. E’ Valler ai comandi per la tratta sul mare.

Lasciata la costa saliamo a 3000 piedi, qui la visibilità aumenta notevolmente e ci regala un bel cielo azzurro. La voglia di estate è ancora tanta ma a parte il sole, le temperature non sono più’ miti. Entriamo nello spazio aereo croato a sud del punto Labin e incrociamo la costa a sud di Rovigno. Si vedono distintamente tutte le isole nei pressi di Pola, ed anche l’aeroporto che ci lasciamo sulla destra per entrare nello splendido golfo tra le isole di Krk e Cres.

Il nostro aeroporto è sulla punto nord ovest di Krk, dove veniamo autorizzati per un lungo finale. Puntiamo sulla città di Rijeka poi giriamo per il finale. A terra siamo solo noi, quasi ci perdiamo in questo enorme piazzale. Il camioncino del rifornimento e dei vigili del fuoco arriva quasi subito. Devo dire che per essere Croazia, questa volta i prezzi del carburante e delle tasse sono davvero alti: 1,95 euro/lt per il carburante e ben 61 euro di tasse aeroportuali (anche se il personale è molto gentile). Ci facciamo consigliare ristorante nelle vicinanze e chiamare il tassi’. Una volta fuori dalla stazione, una guardia mi viene in contro e chiama il mio nome: non fa un bell’effetto (chissà poi perché sempre a me). Comunque aveva solo bisogno del documento di identità perché si erano dimenticati di segnarne il numero. Destinazione Nijvice e ristorante Miramar che raggiungiamo in pochi minuti. Grigliatone commovente e poi (purtroppo) è già ora di rientrare. I ns ritardi e le attese del mattino non ci lasciano spazio per girovagare in questa piccola cittadina di mare sull’isola di Krk.


Avendo già disbrigato tutte le pratiche, al rientro in aeroporto c’è solo da mettere in moto. Sono io a sinistra questa volta, messa in moto e decollo quasi istantaneo, non c’è un anima viva. A 10 miglia nautiche cambiamo con il Radar di Pula per poi ripassare con Padova info in prossimità del confine fir. Sulla costa italiana c’è ancora un po’ di foschia ma nel complesso la situazione è migliore della mattina. Padova anche questa volta ci fa girare intorno al ctr di Forlì con la rotta standard. Su Faenza cambiamo ancora con la torre di Forlì che ci comunica che le operazioni Vfr sono sospese. Ovviamente chiediamo Vfr speciale ma questa volta ci notificano che l’autorizzazione potrebbe richiedere alcuni minuti. Ci mettiamo in holding su Faenza in attesa della clearance che arriva al secondo giro. Stabilizzati sul localizzatore chiamiamo l’outer marker e a 2 miglia circa vediamo la pista.

Le operazioni doganali e burocratiche sono veramente a tempo di record. Tra spegnimento e accensione non passano più’ di 11 minuti. Cambio pilota, tocca Loris riportarci a casa. Manetta avanti e via in salita su Castrocaro per poi inserirci nel Ctr di Bologna. In circa 40 minuti siamo di nuovo a Modena. Ci siamo goduti una bella grigliata, peccato solo per il poco tempo a disposizione, Nijvice forse meritava qualche approfondimento.


21 Marzo 2010

Dopo mesi di letargo siamo riusciti finalmente a combinare un’uscita ludica che da il via di fatto alla stagione 2010. Le occasioni di stare per aria non sono mancate, alcuni trasferimenti di lavoro (anche lunghi), qualche touch & go volante per non perdere il vizio, ma non e’ la stessa cosa che andare in giro a cazzeggiare per il puro piacere di stare fuori.

Della Corsica abbiamo ormai toccato tutti i punti, mancava solo Bastia, per cui matita vetrografica e righello, qualche fix intermedio e la rotta è fatta. Anche se siamo proprio fuori stagione, essendo fine marzo, la speranza di trovare il sole e un clima mite ce l’avevamo. Dopotutto, rispetto agli altri anni che ci avevano regalato bel tempo e gite altrettanto interessanti tra gennaio e marzo, ce lo meritavamo (se non altro per aver spalato 10 giorni prima migliaia di metri cubi di neve per poter uscire di casa). I soliti intoppi lavorativi che colpiscono last-minute come le migliori occasioni non ci hanno fatto desistere. Scansati con eleganza, il ritrovoè alle 09:30 locali. La giornata è soleggiata ma con lingue di instabilità e zone con vento forte e CB di cui si dovrà tener conto. I-IKIM è il ns mezzo. Avendo ormai chiuso (quasi) tutti gli aro, il piano di volo lo trasmettiamo a Linate. Per evitare poi che il telefono continui a squillare, giriamo la chiave, rulliamo, e seppelliamo la manetta nel quadro per un decollo immediato con salita su FRZ.
Il vento si fa subito sentire, raggiungiamo il livello 075 che ci fa stare fuori dalla frizione e dalla turbolenza ma abbiamo una deriva di 35¡ e una Ground speed di appena 75/80 nodi. Livelliamo sul Vor di Firenze e mettiamo prua Ginar-Marel. Il lato toscano è coperto con il top tra i 6500 e 7000 piedi con qualche puntone di cumulo che troneggia sugli altri. La ground speed scende ancora ma di poco e noi con la pazienza della formica aspettiamo l’avvicinarsi dei ns punti di riporto. Sul Marel, ci comunicano che l’aeroporto dell’Elba è chiuso causa forte vento e che Bastia ha vento tutto al traverso intensità 22 con raffica a 40 nodi. Finita l’avventura di Bastia. Ci facciamo passare l’ultimo bollettino di Calvi’ e di Figari e decidiamo di dirottare su Calvi’ che ha (solo) 17 nodi di vento al traverso con poca raffica (prima di dirottare ci facciamo anche confermare la disponibilitˆ di Avgas visto che ci metteremo un sacco di tempo).

Nuova prua verso Ovest per doppiare Capraia e Capocorsica. A tratti sembra che siamo in hovering, non andiamo avanti ne indietro (mi pare anche di aver visto un traghetto che ci superava). Dopo 20 minuti metto prua diretta sul Vor di Bastia per verificare la ns Ground Speed con le letture del DME. Oscilla tra 45 e 55 nodi (lo dicevo io che l’aliscafo andava piu’ forte). La pazienza diventa quella della tartaruga. Non si arriva mai, l’unica consolazione è che siamo fuori dalla turbolenza. Dopo piu’ di un’ora riusciamo a guadagnare il punto IR sulla costa nord della Corsica e iniziamo la discesa sul punto Echo. Passato il livello di transizione (6000 ft) inizia il rock&roll. Riduciamo la IAS a 100 e non possiamo far altro che cavalcare a mo’ di rodeo l’aeroplano cercando di strapazzarlo il meno possibile. Ci autorizzano per il finale sulla 18 il vento è da 240/250¡ 20 nodi. Ala contro vento e piede per mantenere l’allineamento, la turbolenza da piu’ fastidio del vento perchè la pista è proprio sotto la montagna, anche la IAS ha forti oscillazioni ma tocchiamo in assetto e allineati nel punto previsto ben 2 ore e 40 minuti dopo il decollo (per un volo che ne sarebbe dovuto durare al massimo 1h e 35 minuti). Mettiamo i freni e blocchiamo le superfici mobili per evitare che vengano sballottate su e giu’ e ce ne andiamo a pranzo. Cerco di fare sfoggio del mio francese con il tassista, poi non riuscendo a farmi capire ne a capire mi scappa un “Éeh minchia” che contrariamente al mio francese ottiene una risposta in pesante accento calabrese, ma comprensibilissima. Il tempo è buono anche se a tratti molto ventoso (con aria fresca) e nubi passeggere. Pranzo degno dei migliori baccanali romani, poi arrampicata sopra le mura e giro nelle viuzze della parte vecchia. Alle 16:00 il taxi ci riporta all’aeroporto. Trasmettiamo il nuovo piano di volo, check meteo che indica una situazione di copertura con alcuni CB e TCU nell’area della toscana e a ridosso dell’Appennino. Mi faccio dare anche la vista satellitare e allargo l’indagine alla Liguria e a Genova che come punto di attraversamento sembra piu’ confortevole.
Decolliamo sempre dalla 18 e iniziamo la salita su Capocorsica. Questa volta con il vento che spinge, lo raggiungiamo veramente in pochi minuti. Bastia ci passa con Roma Info che non riceve ed essendo prossimi alla Fir di Milano ci appoggiamo a loro. Ci prendono in consegna e ci autorizzano livello 075 e la rotta assegnandoci un codice trasponder e il riporto sul Belel. Lasciato Belel comunichiamo lo stimato per Massa Cinquale inziamo a vedere bene la densitˆ della copertura il cui attraversamento è sconsigliabile. Chiediamo comunque livello 085 e Milano ci passa con Pisa che apre la comunicazione dicendoci che ci avrebbe fatto rapporto per essere entrati in uno spazio aereo di classe Delta senza autorizzazione ed aver costretto un traffico IFR ad assumere prue di evitamento. Non voglio fare polemica ne tenere impegnata la frequenza, faccio solamente presente che Milano ci ha autorizzato Belel-Massa Cinquale a 075 e solo per il cambio quota ci ha chiesto di passare con Pisa. Ci rispondono che saranno le autoritˆ a decidere chi a sbagliato se noi o Milano. Non replico, saliamo, ma visto che passare è problematico comunichiamo la ns intenzione di dirottare su Genova lasciando lo spazio area di Pisa. Ripassati con Milano gli comunico l’incomprensione e gli chiedo come mai non avesse coordinato; la risposta è abbastanza strana: “Ci avete comunicato rotta Belel-Massa Cinquale” questo è il motivo. A questo punto pero’ replico nuovamente: “Scusi geometra, Belel-Massa come da carta VFR 2010 (comprata ieri) prevede l’attraversamento del ctr di Pisa nella sua parte nord occidentale”. Dopo 1 minuto di silenzio Milano ci risponde: “Parleremo noi con Pisa”. Chiusa la parentesi, guadagnamo la costa in prossimitˆ di Levanto e troviamo dei varchi per il passaggio. Qualche piccola manovra evasiva per stare fuori dai cumoli ed in pochi minuti siamo in discesa a sud di Parma verso le pendici dell’Appennino reggiano. Alle 18:30 siamo di rientro su Modena e raccontiamo la ns storia e la ns veritˆ al ns Direttore di Volo dell’aeroporto di Modena che ci liquida con “concorso di colpa”. Io non ne sono cosi’ convinto. Vedremo. Comunque: gia devo andare altre 11 volte dal Giudice di Pace per il discorso dei Tutor in autostrada (11 perchŽ la 12a, il GDp me l’ha annullata!!!), giuro che se mi multano anche in aereo, la prossima volta che vado a Milano, ci vado si in aereo, ma in autostrada.


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16 Dicembre 2023
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