Tutti a Piedi

22 Aprile 2009da tarabusi

Dopo un marzo piuttosto fiacco passato a fare qualche giro campo (la meteo non ha aiutato), siamo riusciti ad accordarci per una nuova gita. Avevamo 2 preferenze: Monaco o Lubiana a seconda del tempo. Il Lubiana era già pianificato da tempo (dall’anno scorso) quindi era sufficiente ristampare le carte e verificare se non vi fossero cambiamenti sostanziali. Scrivo anche all’aeroporto per avere la PPR ed assicurazione di presenza dell’AVGAS. La Signorina mi risponde puntualmente che siamo i benvenuti. Qualche giorno prima della giornata stabilita, spunta anche l’amico Ivan che deve andare a Brindisi. Ecco fatto, decisione presa. Andiamo a Brindisi, l’andata se la ciuccia Ivan, il ritorno ce lo dividiamo in due (questà si che è flessibilità…).

Preparo due rotte, quella IFR e una piu’ VFR che segue il lungo costa sino a Pescara dove saremo costretti a fermarci per rifornire.

La meteo sembra buona, quel giorno sull’adriatico dovrebbe resistere un nucleo di alta pressione, ma già dalla sera prima inizio a guardare le carte del tempo metar e taf.
Data la lunghezza del volo e la necessità di stop tecnico per refuelling l’ora di ritrovo è fissata per le 6:30 locali (l’alba….ora in cui di solito volto gallone…). Il pomeriggio prima chiamo Pescara per le 2 PPR (andate e ritorno) e la sera scrivo di nuovo a Lubiana per dirgli che il ns volo è rimandato mentre continuo a guardare l’evoluzione meteo. Non ci sono fenomeni, l’unico rischio è la nebbia lungo il litorale: attendo sino a mezzanotte l’ultima carta del tempo nei bassi strati che piu’ o meno conferma quanto visto in precedenza. Fisso cosi’ la sveglia qualche minuto prima per verificare anche al mattino la situazione.

L’indomani è come previsto, alta pressione, nessun problema, ma nebbia lungo la costa con i metar di Pescara e Brindisi delle 3:50 zulu (5.50 locali) che danno visibilità di 600-800 metri con nebbia. I taf sono un po’ piu’ confortanti in quanto riportano per Brindisi un CAVOK dopo le 09:00 zulu e per Pescara danno un miglioramento dalle 6 alle 9 zulu con visibilità prevista di 7 km. Diciamo che il rischio c’è, ma c’è anche la possibilità che la nebbia si alzi nel tempo in cui arriveremo a Pescara. Stampo tutto e vado all’aeroporto. Sono già tutti la con il mezzo rifornito e pronti a partire. Breve briefing sulla meteo, siamo consapevoli che se permane la nebbia dobbiamo rientrare, ma l’autonomia non ci manca, cosi’ Ivan mette in moto.

Rotta standard Modena, Valen, Bagno e Ancona, sorvolando gli appennini. Il tempo è buono con ottima visibilità, ma nei pressi della costa, durante la discesa su Ancona inizia un tappeto bianco incollato al suolo. Ancona è IFR e tutta la costa sino a circa 10 miglia all’interno è avvolta da nebbia. Iniziamo a chiedere ad Ancona un aggiornamento della situazione di Pescara che conferma nebbia anche se in leggero miglioramento. Proseguiamo lungo costa (con i fix che avevamo preparato) nella speranza che il ceiling di Pescara migliori (l’ultimo era di 300 piedi overcast) anche se vista la situazione sembra difficile. In prossimità di San Benedetto cambiamo con Pescara che è ancora in nebbia e prossimi a Roseto a circa 10 miglia dal campo manteniamo la zona per quindici primi in un area fuori dalla nebbia nella speranza che la situazioni si sblocchi (anche se non ci credevamo).

Ad Ancona per il Refuelling

La visibilità orizzontale migliora passa da 600 mt a circa 1.500 ma il cieling rimane 300 piedi broken con Scattered a 1.000. Impossibile infilarsi li’ sotto, quindi a malincuore, si rientra. Prua a nord di nuovo verso Ancona per poi procedere verso Rimini o Forlì a seconda della visibilità. Ancona ci comunica l’ultimo bollettino e ci informa che sono in grado di darci Avgas, quindi decidiamo di scendere li’, poi una volta riforniti vedremo il da farsi. Qui la nebbia si è alzata piu’ che a Pescara e anche se in VFR speciale scendiamo dal mare diretti per il finale.

Ci fermiamo direttamente all’Aeroclub e riempiamo il ns PA28. Ivan prova a ipotizzare un dleay di un ora per poi proseguire per Brindisi, ma gli aggiornamenti meteo non lo consentono, anche se la nebbia si sta alzando con tutta quella fogna non è detto che il ritorno sia garantito. La giornata lavorativa va quindi a ramengo. In aeroclub ci forniscono carte e piantine cosi’ proviamo ad ipotizzare un paio di soluzioni alternative per non rovinare del tutto la giornata. Scartiamo la Croazia per via delle necessità di dogana al ritorno, se torna a chiudere sulla costa puo’ essere un problema. Scartiamo Portorose perchè anche qui essendo sul litorale la densa foschia potrebbe non rendere agevole l’arrivo (i metar non sono proprio belli), scegliamo Lubiana che è cavok.Accordati sulla meta ci dividiamo i compiti, io vado con il pulmino all’ufficio operativo e all’aro per tutte le pratiche aeroportuali, Ivan e Valler in Aeroclub a plottare la rotta.

Finito il giro delle sette chiese, chiamo l’aro per mandare il piano di volo e fotocopio la piantina di Lubiana.

Ai Comandi Valler per rotta diretta Ancona, Pula, Bistrica, Lubiana (in circa 2 ore). Il tempo lungo la rotta è buono anche se l’adriatico è tutto coperto dalla nebbia. La copertura si dirada dopo Pola che ci lascia in quota senza problemi e ci passa con Lubiana info in prossimità di Bistrica. Li’, la zona militare è attiva e ci chiedono di evitarla utilizzando la rotta vfr standard. In breve siamo ai cancelli di ingresso di Lubiana. Ci infiliamo in base sinistra dietro ad un liner e in meno di due ore siamo al suolo.

Ci accoglie la ragazza bionda a cui avevo scritto la sera prima e ci dice che è confusa… (ci credo gli avevo scritto che non saremmo venuti). Gli rispondo con un sorriso di non preoccuparsi e che di solito faccio questo effetto chiedendogli l’Avgas. Dopo poco arriva la cisterna e ci riempiono ad un costo ragionevole (meno ragionevole quello di Ancona). Da notare che mentre ci riforniscono arriva anche la camionetta dei pompieri che attende sino ad operazione ultimata.

Al desk dell’aviazione generale sono ben attrezzati, hanno una sala briefing per i piloti a cui ci fanno accedere e dispone di tutte le carte IFR, VFR, piantine, computer ecc.
Pagate le tasse (38 euro, nulla da dire, i servizi ci sono e sono anche di qualità, peccato non fosse compresa la bionda, quella era a parte), il tassi’ ci porta in centro a Lubiana, perfettamente in orario per il pranzo.

Sembra una giornata estiva, il centro diviso in due dal fiume Ljubljanica è molto caratteristico, ci sono molte assomiglianze ai paesi tedeschi. Decidiamo di fermarci in un ristorante con tavoli all’aperto lungo le rive del fiume vicinissimo al centro.
Ci trattano bene, le portate sono gradevoli ed il conto è accettabile.

Terminato il ns lauto pranzo abbiamo il tempo di girovagare un po tra le viuzze del centro, e portare a casa due stupendi modelli in lego, uno del Concorde, l’altro del Boeing 767.
Alle 16:00 il taxi ci riporta all’aeroporto, abbiamo già sbrigato tutte le pratiche, quindi dobbiamo solo mettere in moto. Sono io ai comandi per il rientro: la torre ci fa rullare al punto attesa Golf e ci autorizza subito al decollo. L’uscia è via S3, S2, S1, poi dirigiamo sul golfo di Trieste per poi proseguire lungo l’aerovia sino a Chioggia. La nebbia del mattino si è diradata e la visibilità è buona. Dopo Chioggia, riportiamo Ferrara Nord, Cento e poi Modena.

Alle 18:40 circa atterriamo dopo aver totalizzato 7 ore di volo e aver trascorso una bellissima giornata, non era partita proprio bene, ma non finirà proprio cosi’ bene.
Infatti non è dello stesso parere il nostro Direttore di Volo che al rientro dalla gita ci prende tutti e tre per le orecchie e ci mette a terra per 15 (lunghi) giorni con le seguenti motivazioni: siete partiti e sapevate che c’era nebbia, avete cambiato destinazione e non ci avete avvisato, siete delle teste di c…… A parte l’ultima cosa, indiscutibilmente vera (su cui non abbiamo potuto obiettare), è partita la ns lunga arringa difensiva sul resto, poi è uscito il discorso della bionda e li abbiamo finito di parlare….(anche perchè i 15 rischiavano di diventare 30). Azz… mercoledi’ prossimo devo andare all’Elba… come minchia ci arrivo?

tarabusi

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